Il progetto “1.000 tetti fotovoltaici – Perugia” prevede la predisposizione e pubblicazione di un bando atto ad erogare un contributo in conto capitale finalizzato alla realizzazione di n° 1.000 sistemi fotovoltaici di potenza elettrica 3 kWp ciascuno collegato alla rete del distributore locale di energia elettrica, sfruttando le opportunità offerte dall’attuale normativa di settore che prevede la possibilità di usufruire di incentivi sull’energia elettrica prodotta, in “Conto Energia”.

Finalmente una bella cosa, no? E infatti il bando è stato pubblicato sul sito di si(e)nergia, ed è parte di un progetto più grande finalizzato a mettere in opera 3000 tetti fotovoltaici da 3 kW ognuno nella Regione Umbria. Al progetto partecipano, oltre a si(e)nergia, anche l’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente della Provincia di Perugia, Il Consorzio abn e Banca Etruria. In pratica chi vuole beneficiare del contributo in conto capitale per l’installazione del “tetto fotovoltaico” deve mettere a disposizione almeno 30 mq. di tetto esposto correttamente (dove verrà installato l’impianto), pagare 400 Euro + iva di legge (Euro 480? perchè non indicare il totale?) per spese pratica, pagare “eventuali marche da bollo e bollettini per versamenti ai vari Enti interessati” (come sarebbe “eventuali”?), recarsi dal notaio indicato da si(e)nergia per la “stipula della cessione del credito“, pagare “tutte le spese vive richieste dai vari enti coinvolti nell’istruttoria delle pratiche” (??!!) e al resto pensano loro. A tutto, anche all’apertura di un conto corrente a costo zero (tranne l’imposta di bollo che resta a carico vostro) presso la Banca Etruria dove i denari che arrivano dal contributo incentivante dovranno obbligatoriamente essere fatti confluire a nome del consorzio per i prossimi 20 anni. Anzi, il bando dice: “per un periodo non inferiore a venti (20) anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio del sistema fotovoltaico”.

Prego? A parte il fatto che “per almeno 20 anni” non vuole dire niente, se c’è un atto d’obbligo (la cessione del credito di cui sopra) che impone di farlo deve avere la durata chiara e fissata e non può avere un periodo “incerto” come quello indicato nel bando, come si fa a proporre un bando che dovrebbe favorire gli utenti e i cittadini quando poi un pool di aziende si incamera i proventi per un periodo di “almeno” 20 anni? Certo, il beneficiario del contributo in conto capitale per lo stesso periodo si troverebbe a non pagare l’energia elettrica che consuma o quantomeno vedrebbe la sua bolletta ridotta di parecchio, ma i soldi decisi dal governo come contributo incentivante all’installazione di impianti fotovoltaici sono “proprietà” di chi installa l’impianto, non di altri.

Dice: “ma loro ti fanno l’impianto chiavi in mano e tu non tiri fuori neanche una lira ..”. Vero. Verissimo! Ma di aziende che si offrono di fare l’impianto chiavi in mano se ne trovano parecchie, anzi .. direi tutte quelle che fanno impianti di questo tipo, basta prendere le pagine gialle per trovarne diverse. E oramai tutte le banche (o quasi) offrono finanziamenti per il 100% del costo dell’impianto a chi decide di mettersi un impianto fotovoltaico sopra il tetto di casa. Qualche esempio? BancaSella, Unicredit, Sanpaolo, solo per citarne alcune, su internet si trovano anche vari siti che cercano di tenere un elenco di queste banche disponibili al finanziamento.

Dice: “Ma allora che differenza c’è? Invece che farti dare tu un mutuo da una banca, ci pensano loro, no? Fai anche meno fatica, no?”. Oh, la differenza c’è, e non è da poco. La differenza è che un mutuo per installare un impianto fotovoltaico si ripaga (mediamente) in 9 anni, 10 se vi va male, 11 se proprio avete la nuvoletta di fantozzi sopra la casa. E per gli altri 10 anni rimanenti il contributo erogato dal governo lo percepite voi. Soldi che arrivano in casa vostra, nelle vostre tasche, non in quelle del consorzio erogatore del bando. E anche voi potete includere nel conto economico dell’operazione il costo di una assicurazione per l’impianto, di solito se ne occupa l’installatore stesso o la banca che vi offre il mutuo.

Sarà che mi sono perso qualcosa, ma a me questo bando non sembra mica tanto vantaggioso. Mi pare che proponga come “incredibili vantaggi” qualcosa che chiunque potrebbe già farsi da solo con la sola fatica di chiamare una ditta installatrice per un preventivo. Ma avendone il 100% del ritorno economico, non +/- la metà. Il Presidente del Consorzio di cooperative sociali ABN, Roberto Leonardi, ha dichiarato: “Ci stiamo preparando a installare 3000 impianti fotovoltaici di 3 kw ciascuno per regalare energia elettrica pulita a 3000 famiglie umbre per 25 anni” e ancora ” .. il piano prevede la progettazione, l’installazione e manutenzione gratuita di 3000 impianti fotovoltaici, per dare una risposta concreta […] al fabbisogno di tante famiglie che, in un momento di grave crisi economica, chiedono alle istituzioni segnali forti come questi”. Sarà ….

P.S. nella scheda riepilogativa del progetto si dice che il consorzio si occupa anche “dell’invio della richiesta di DIA (Dichiarazione inizio attività) agli uffici tecnici dei rispettivi Comuni” ma è da segnalare che dall’entrata in vigore del D.L. 115 del 30/5/2008 la DIA non è più necessaria per impianti fotovoltaici a tetto. L’articolo 11 comma 3 infatti recita che ” … per impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla disciplina della denuncia di inizio attivita’ […] qualora la superficie dell’impianto non sia superiore a quella del tetto stesso. In tale caso […] e’ sufficiente una comunicazione preventiva al Comune.”