“Pasqui il santo”, il mio maestro di tuttologia in agricoltura (del quale peraltro sono un’allieva testarda e indisciplinata), mi ha procurato una grande quantità di fiori di sambuco per fare lo sciroppo. Ma siccome erano tantissimi, oltre allo sciroppo ho fatto le frittelle e me le sono mangiate tutte. Il giorno successivo ho decantato a Pasqui le frittelle buonissime e lui mi ha chiesto: “Davvero sono buone?” e mi ha portato un altro sacco di fiori di sambuco con cui ho fatto di nuovo moltissime frittelle, questa volta facendogliele però assaggiare. Ma sono comunque avanzati ancora molti fiori. E così questa sera ho deciso di inventarmi un dessert e ho preso i fiori, ho fatto uno sciroppino, ho fatto il pan di Spagna e la crema pasticcera e li ho combinati insieme. Ed è venuta una cosa così, fresca e allegra e buona. La ricetta dello sciroppo è:

  • 8/10 fiori di sambuco
  • un litro d’acqua portata ad ebollizione e raffreddata
  • 1 kg di zucchero,
  • 1 bicchiere di aceto di mele
  • 3 limoni.

Aggiungete all’acqua l’aceto e lo zucchero e mescolate bene, e poi i limoni tagliati in 4 e i fiori. Io non lavo i fiori di sambuco, li scrollo per far cadere gli animaletti. Lasciate in infusione 3 giorni, mescolando ogni tanto. Poi filtrate tutto spremendo molto bene gli ingredienti e mettete sul fuoco per far sciogliere bene lo zucchero. Quando è freddo, imbottigliate e conservare al fresco. Lo sciroppo va diluito con acqua al momento dell’uso. Se viene diluito in acqua frizzante sembra quasi un moscatino…

Ps: la ricetta delle frittelle è invece: Scrollo i fiori, come sopra. Faccio una pastella con 2 uova, 1 cucchiaio di zucchero, 1 pizzico di sale, 200 gr di farina e tanto latte quanto ne serve per fare una pastella consistente ma non spessa, non troppo liquida. Immergo i fiori e li tuffo nell’olio di arachide bollente. Li giro un paio di volte, li scolo su carta assorbente e li cospargo di zucchero semolato. Alla fine do a tutti una spolverata di zucchero a velo.

PPs: la ricetta del dolcetto è questa (per il pan di Spagna ho seguito la ricetta di Laura, la mia maestra pasticcera). Per una piccola teglia da 20×15:

  • 165 gr di zucchero
  • 5 gr di miele
  • 165 gr di uova intere
  • 100 gr di tuorli
  • 50 gr di fiori di sambuco.

Monto il tutto con la frusta finché non diventano una bella crema spessa e bianca e poi, un cucchiaio per volta, mescolando delicatamente con la spatola, aggiungo 150 gr di farina e 30 gr di fecola di patate. Rovescio nella tortiera (io, su indicazione di Laura, uso la carta da forno ritagliata negli angoli in modo da non fare pieghe) e faccio cuocere in forno statico a 160 gradi per 30/40 minuti. Quando è freddo taglio la crosta superiore e lo taglio in pezzi ed ogni pezzo lo divido poi a metà. Apro le metà e verso un paio di cucchiai di sciroppo (in 200 ml di acqua sciolgo 60 gr di zucchero e porto ad ebollizione, tolgo dal fuoco e aggiungo i fiori di sambuco, li immergo per bene e lascio in infusione per qualche ora). Sulla metà inferiore spalmo la crema pasticcera (1 tuorlo, 20 gr di zucchero, mezzo cucchiaio di farina, 125 ml di latte bollente, buccia di limone). Chiudo con la metà superiore, spolvero di zucchero a velo e cospargo di fiorellini di sambuco. Ecco fatto.