In questi giorni Coldiretti è tornata alla carica con una sua battaglia contro lupi e cani selvatici per poi aggiungere al mucchio anche cinghiali e cani randagi, che non si sa mai. Leggendo i due comunicati stampa, ampiamente ripresi da quotidiani e blog, infatti si apprende che: “L’allarme per la presenza di animali selvatici […] si estende a molte Regioni italiane con ripetuti casi di incidenti stradali, allevamenti decimati, migliaia di campi con i raccolti distrutti da gruppi di cinghiali, lupi o cani randagi.” Ne ho imparata una nuova anche oggi: a rovinare i campi non sono solo cinghiali, daini e storni ma anche lupi o cani randagi. Saranno diventati erbivori anche loro.

Naturalmente i comunicati, per rafforzare la loro posizione, citano dati forniti dal “Centro per la conservazione e gestione grandi carnivori” che avrebbe detto che “sono centinaia gli animali rimasti vittima degli attacchi del lupo in Piemonte ai quali si aggiungono le stragi provocate dai cani randagi.” Deve essere sicuramente uno studio molto recente, perchè sul loro sito non ne ho trovato traccia. Ho scritto al Centro per avere copia delle loro ricerche, vedremo cosa mi rispondono. E i comunicati citano anche “un rapporto Eurispes” che stimerebbe in 70 milioni di Euro all’anno i danni provocati dalla fauna selvatica che causerebbe anche “fuga dalle montagne per raid di cinghiali e lupi“. Wow!

Tutto sommato i comunicati di Coldiretti contro lupi e cinghiali non sono una novità, già a Febbraio del 2009 era stato emesso un comunicato pressochè identico, o forse sono quelli di questi giorni ad essere un riciclo di quello di febbraio. In quella occasione erano stati inclusi anche i cervi tra la fauna selvatica responsabile di “un fenomeno che, con morti e feriti, sta mettendo anche a rischio la vita quotidiana della popolazione in molti piccoli centri” e già allora veniva citato il rapporto Eurispes con i danni stimati in 70 milioni di Euro. Eurispes, è vero, si era già occupata dell’argomento nel 2000 e ne avevano parlato anche diversi quotidiani, ad esempio Corriere e Repubblica, e a quei tempi Eurispes aveva stimato il danno causato dalla fauna selvatica in circa 80 milioni di Euro (i 155 miliardi di lire di allora). Ma allora dove sarebbe questa presunta “emergenza fauna selvatica”, se a distanza di 9 anni i danni causati dalla fauna selvatica sono pressochè identici a quelli di 9 anni fa, se non di meno? E cosa è stato fatto in 9 anni affinchè i rimborsi (giustissimi!) agli allevatori fossero adeguati al danno subito ed erogati in tempi rapidi?

Canis lupus italicus

Canis lupus italicus

Mettiamo in chiaro una cosa: i lupi mangiano gli agnelli. Punto. E mangiano anche i polli, le pecore, ecc. ecc.
E sono gli stessi lupi che mangiano anche i cinghiali, che hanno nel lupo l’unico vero antagonista naturale in grado di tenerne controllata l’esplosione demografica, spesso aiutata dai ripopolamenti introdotti diversi anni fa per rimpinguare la fauna cacciabile. Mi sembrerebbe più intelligente lasciare che i lupi si riproducano in modo da tenere sotto controllo i cinghiali e nel contempo rimborsare gli allevatori colpiti, piuttosto che gridare “al lupo, al lupo” ogni sei mesi, no? Quale è il vero scopo di questi comunicati: risvegliare nei lettori l’atavica e stupida “paura del lupo” per spingere il governo a stanziare aiuti per gli allevatori, oppure convincere la pubblica opinione dell’assoluta necessità di abbattere i lupi, così pericolosi da causare “morti e feriti, mettendo anche a rischio la vita quotidiana della popolazione in molti piccoli centri”, per fare un favore a chi? Cui prodest?

Ora, con tutti questi danni causati dai lupi e con tutto il pericolo che rappresentano per gli uomini voi probabilmente penserete che i lupi in Italia siano milioni! Va bene, ho esagerato un po’: voi probabilmente penserete che siano decine di migliaia, affamati e preoccupati solo di scacciare gli uomini dai loro territori di caccia, vero? Se tutti i quotidiani parlano di questo grave pericolo, qualcosa di vero ci sarà pure, giusto? Qualcuno avrà pur controllato prima di pubblicare, no?

Sapete quanti lupi si stima che vivano oggi in Italia, secondo ricerche serie? Io ne ho trovata una realizzata dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma nel 2004, quindi abbastanza attuale. Dateci un’occhiata da soli, la trovate qui.

Disclaimer: noi siamo soci Coldiretti, e siamo ben felici di esserlo. Condividiamo la quasi totalità delle battaglie di Coldiretti ed è per questo che certe posizioni ci suonano un po’ strane ed incomprensibili, come questa ostilità tout-court verso i lupi o come le prese di posizione contro i generatori eolici.
Ma di questo parleremo un’altra volta. 🙂